mercoledì 24 maggio 2017

PENSIERI SPARSI: "Grazie"

Ieri una ragazza mi ha lasciato un commento sul quinto e ultimo capitolo de “La farfalla color indaco e l’uccellino volato via”. Diceva solo: “Grazie”.
Le ho risposto che ero io a ringraziare lei, e pensavo fosse finita lì come succede sempre. Un commento, un grazie. Mi sembra il minimo da dire a qualcuno che ha usato il suo tempo per leggerti, giusto? Eppure questa volta non è andata così. La ragazza ha risposto ancora. Mi ha detto: “No, grazie a te davvero. Non sai quanto mi ha aiutata leggere questa storia”.
Per chi non sapesse che storia è, “La farfalla color indaco e l’uccellino volato via” parla di un sopravvissuto a un suicidio. Non un sopravvissuto nel senso che è stato lui a tentare il suicidio, ma è lui che si ritrova a dover andare avanti nonostante il suicidio di quello che per lui era come un fratello. 
La storia di Solomon e Shawn è nata per caso un pomeriggio. Continuava a frullarmi in testa e senza accorgermene ho scritto le quasi cinquanta pagine che la compongono. È stato un fluire spontaneo dalle mie dita. Non sapevo cosa volessi scrivere, a parte che volevo scrivere. Quindi Solomon e Shawn hanno preso forma, col loro legame e i loro origami.
Solomon sopravvive alla morte di Shawn. Cerca di andare avanti. Tenta con tutte le sue forze di avere una risposta, di giustificare in qualche modo il gesto del suo migliore amico, di ripercorrere coi ricordi quello che può essere successo e darsi una spiegazione. È un processo lungo, doloroso, fatto di momenti e istanti, di silenzi e sguardi, di parole dette si pensava per caso, e che invece avevano un significato molto più profondo.
È una storia sull’amicizia e sulla consapevolezza che nella vita non si è soli. Che se anche ci sentiamo abbandonati, prima o poi arriverà qualcuno a farci uscire dall’angolino in cui ci siamo rintanati. Che prima o poi si torna a vivere e si smette di sopravvivere.
È una storia che sento MIA più di quanto ne abbia mai sentite tante altre, benché io non abbia pensato al suicidio nemmeno una volta nella vita. Ma i pensieri che Shawn ha lasciato come testamento a Solomon, in tutti quegli origami colorati e nella farfalla color indaco sul davanzale della finestra, in quei cinque biglietti di pensieri sparsi, sono cinque parti della mia anima.
Sapere che questa storia, quel pezzo di me, ha aiutato qualcuno a sentirsi meglio è stato stupefacente. Non so cosa possa aver stimolato nella testa e nel cuore di questa ragazza, né in che modo le mie parole possano averla aiutata, ma la consapevolezza che qualcosa che ho scritto io possa aver reso migliore il cuore di qualcun altro, mi rende orgogliosa.
Tante volte ho trovato risposte nei libri. Leggendo cose che magari non c’entravano niente, ho trovato delle risposte a domande che nemmeno io sapevo di pormi. Ho trovato consapevolezze e altri punti di vista. Ho trovato un abbraccio fatto di parole e un conforto arrivato da qualcuno che non avrebbe mai potuto avere idea di quanto impatto avrebbero avuto le sue parole su di me e sulla mia vita.
Non è stupefacente? Le mie parole hanno fatto sentire meglio qualcuno. L'hanno abbracciata e confortata. Le hanno dato una risposta. Hanno fatto questa cosa straordinaria che io non avrei mai potuto immaginare avrebbero fatto quando le ho scritte.
Penso di essere davvero fortunata, a poter trasmettere emozioni con le parole. Non è il mio lavoro, poco ma sicuro ci sono tante persone più brave di me, ma se nel mio piccolo posso toccare il cuore della gente, anche solo di uno, allora so che non perdo il mio tempo a mettere su carta i miei pensieri. A mettere pezzi di me qua e là. A dare risposte senza saperlo e abbracci virtuali senza immaginarlo. A dare conforto quando ce n'è bisogno.
È meraviglioso. Perciò, chiunque tu sia, grazie.

I LIBRI CHE AMO: "Una nuova vita" di Keira Andrews [MM]

Titolo: Una nuova vita
Autore: Keira Andrews
Serie: Gay Amish Romance #2
Editore: Triskell Edizioni, sezione Rainbow
Genere: Contemporaneo
Pagine: 257
Trama: 
Sono fuggiti nel mondo esterno, ma riusciranno a essere veramente liberi?

David e Isaac hanno trovato la felicità tra le braccia l’uno dell’altro. Nella lontana San Francisco, Aaron, il fratello di Isaac, li aiuta a esplorare la confusa vita “inglese” e a lasciarsi alle spalle l’opprimente ombra delle loro radici Amish. Per la prima volta, David e Isaac possono essere apertamente gay, eppure si sforzano di riconciliare la loro sessualità con la loro fede. Almeno non devono nascondere la loro relazione, il che dovrebbe rendere tutto più facile. Giusto?
Ma mentre Isaac frequenta la scuola con profitto e si fa nuovi amici, David deve combattere per scendere a patti con la realtà del mondo esterno. Perseguitato dal senso di colpa per aver abbandonato la madre e le sorelle a Zebulon, viene sopraffatto dalla frenesia della città mentre lavora per far crescere la propria impresa di carpenteria.
Anche se finalmente David e Isaac dormono fianco a fianco ogni notte, la paura e l’insicurezza potrebbero allontanarli moltissimo.
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domenica 21 maggio 2017

RECENSIONE: "Tredici" di Jay Asher [MF]

Titolo: Tredici
Autore: Jay Asher
Editore: Mondadori
Genere: Contemporaneo
Pagine: 229
Trama: "Ciao a tutti. Spero per voi che siate pronti, perché sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio, come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette è perché voi siete una delle ragioni. Non vi dirò quale nastro vi chiamerà in causa. Ma non preoccupatevi, se avete ricevuto questo bel pacco regalo, prima o poi il vostro nome salterà fuori... Ve lo prometto." Quando Clay Jensen ascolta il primo dei nastri che qualcuno ha lasciato per lui davanti alla porta di casa non può credere alle sue orecchie. La voce che gli sta parlando appartiene ad Hannah, la ragazza di cui è innamorato dalla prima liceo, la stessa che si è suicidata soltanto un paio di settimane prima. Clay è sconvolto, da un lato non vorrebbe avere nulla a che fare con quei nastri. Hannah è morta, e i suoi segreti dovrebbero essere sepolti con lei. Ma dall'altro, il desiderio di scoprire quale ruolo ha avuto lui nella vicenda è troppo forte. Per tutta la notte, quindi, guidato dalla voce della ragazza, Clay ripercorre gli episodi che hanno segnato la sua vita e determinato, in un drammatico effetto valanga, la scelta di privarsene. Tredici motivi, tredici storie che coinvolgono Clay e alcuni dei suoi compagni di scuola e che, una volta ascoltati, sconvolgeranno per sempre le loro esistenze.
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Recensione

«Se mi stai ascoltando sei arrivato troppo tardi...»

Questo libro può essere descritto solo con una frase che sentivo spesso, quando ero ragazzina, e che ha segnato profondamente parti del mio cuore: «Non si può salvare chi non vuole essere salvato.» Non perché si è menefreghisti o cattivi, ma perché chi ha già deciso non chiede aiuto. Forse lascia dei segni, cerca di smuovere le coscienze coinvolgendoti in momenti che per lui sono profondamente significativi; ma la realtà è che nel turbinio della vita di tutti i giorni, presi come siamo dai nostri problemi, difficilmente ci mettiamo a riflettere sulla vita degli altri. Benché la nostra esistenza influenzi inevitabilmente quella delle persone con cui entriamo in contatto e viceversa, è altresì vero che l'essere umano è un soggetto portato all'egoismo e prima di tutto ci sono i nostri desideri, le nostre volontà, i nostri pensieri e sentimenti. È così che funziona. Non è cattiveria, è solo la caratteristica predominante dell’essere umano.
Se dovessi dire se mi è piaciuto o meno questo libro, non lo so. Mi ha fatto riflettere su delle cose, quello sicuramente, ma non posso dire di aver apprezzato Hannah o quella dozzina di persone che lei chiama in causa. L’unica nota positiva è Clay, il +1 dell’equazione, che ha espresso spesso e volentieri i miei sentimenti circa le parole di Hannah. Clay è il primo a dire che Hannah non ha chiesto aiuto, in realtà. Non è andata a dirgli: «Aiutami, ho paura di me stessa.» Lei si è rivolta a questo o quello parlando in astratto, senza mai arrivare al nocciolo della questione, perché in realtà aveva già deciso. Niente e nessuno avrebbe potuto farle cambiare idea, perché niente e nessuno avrebbe potuto liberarla dalla cosa che le faceva più paura: la sua stessa pelle.
Hannah non poteva essere salvata perché lei non voleva essere salvata. Non alla fine, per lo meno. Ed è colpevole per aver taciuto certe situazioni, per aver rinunciato. Per aver gettato la spugna quando nonostante tutto la vita è bella e le cose brutte passano. È triste sapere che non abbia capito che sì, esistono i giorni brutti, bruttissimi, orrendi. Ma esistono perché poi fanno splendere di più quelli belli. È triste che non abbia capito che la felicità è nelle piccole cose e che la speranza c’è sempre, anche quando sembra che intorno a noi ci sia solo oscurità e silenzio. Che quando pensiamo di essere soli, che nonostante i rifiuti di centinaia di persone, alla fine arriva qualcuno disposto a stringerci forte la mano e aiutarci ad uscire da tutto, se solo non ci arrendiamo a chiedere aiuto.
Ma purtroppo lei si sentiva sola a causa degli errori dei tredici. Altre tredici persone che hanno sbagliato, che l’hanno ferita. Che non hanno considerato che dire o non dire, fare o non fare, avrebbe fatto la differenza. Perché il male finisce, scivola nel passato, ma il suo ricordo rimane per sempre. Se si fosse tutti più consapevoli di quanto possano ripercuotersi nella vita di un’altra persona i propri gesti e le proprie parole, forse tutti vivremo in un mondo migliore.
Ma qui torniamo al punto iniziale: siamo egoisti. Chi se ne importa se diciamo a qualcuno che non abbiamo tempo? Siamo di fretta, c’è un impegno che è più importante. Più importante di cosa? Non sappiamo nemmeno quello che ci doveva dire questa persona, eppure era più importante perché era un problema nostro. Il nostro bene viene sempre prima di quello di tutti gli altri. Per un verso non è sbagliato, perché è giusto innanzi tutto amare noi stessi; ma dovremmo capire la differenza tra il farlo bene e il farlo a discapito del prossimo. Dovremmo trovare il tempo, e le parole, e i gesti. Dovremmo dire la verità, nient’altro che quella, perché è la via verso la felicità. Dovremmo poter chiedere aiuto quando ne abbiamo bisogno senza paura di essere giudicati. Senza sentirci dire che sono problemi “stupidi”. Dovremmo poter sentirci importanti, di valore, sempre.
Ad Hannah mancava completamente questo. Sentire che valeva tanto come tutti gli altri. Sentire che la sua vita, le sue idee, la sua vera personalità erano importanti. Che qualcuno cercasse di vedere oltre i pettegolezzi e le stronzate. Che qualcuno vedesse Hannah.
Ma non è successo. Erano tutti concentrati su quello che volevano, sul raggiungimento del proprio scopo: un bacio, la fama, un ragazzo... «Io, io, io, io, io.» Nessuno «Tu.» Solo «Io.»
Io voglio che la gente pensi questo di Hannah, io voglio fare questo ad Hannah, io penso che non sia saggio farmi vedere con lei per le voci che girano, io la voglio come amica perché posso ottenere qualcosa da lei. Io, io, io, io, io.
E in quest’equazione di egoismo e menefreghismo, Hannah si è ritrovata da sola al centro del tornado, sballottata di qua e di là, senza possibilità di uscire fuori e prendere una boccata d’aria. Le cattiverie, le chiacchiere, gli sguardi, le spalle voltate e i silenzi l’hanno catturata e dall’oscurità non è più uscita. Non ha più visto luci da nessuna parte, uno spiraglio, niente. Ha perso la speranza. E si è arresa.
Pensiamo di avere tempo. «Le parlerò domani, c’è tempo.»; «Cercherò di capire perché è triste, ma domani, perché tanto c’è tempo.» Tuttavia siamo umani. Il tempo a nostra disposizione non è infinito. C’è una data di scadenza. Per volontà della vita, del Fato, di qualcun altro o nostra, la nostra vita prima o poi finisce. E noi rimaniamo lì a tormentarci con i «E se...» e con i «Ma...»
È la sorte del povero Clay, che ottiene tante risposte e milioni di domande. È la sorte di Clay, che ha sbagliato ed è stato egoista, ma che ha imparato. La lezione è stata appresa. E se c’è una lezione in questo libro è proprio questa: la speranza. Di un domani dove poter essere migliori. Di un domani dove qualcun  altro sarà strappato dalle tenebre e riportato alla luce. Di un domani dove esiste anche un «Tu» e non si è più soli.
È La Lezione. Le sette cassette di Hanna. I tredici lati. I tredici numeri scritti con lo smalto blu. Le tredici vite raccontate che si intrecciano e si incastrano anche senza che gli stessi protagonisti ne siano a conoscenza; a riprova del fatto che tutto quello che facciamo ha effetti anche su quelli che abbiamo intorno. A riprova del fatto che, per quanto egoisti siamo, per quanto ci proviamo, siamo parte di un grande «Noi.» Basta solo ricordarselo.

lunedì 15 maggio 2017

I LIBRI CHE AMO: "Gioie & Dolori" di Abigail Roux [MM]

Titolo: Gioie & Dolori
Autore: Abigail Roux
Serie: Armi & Bagagli #8
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Poliziesco, contemporaneo
Pagine: 319
Trama: Tornati a casa dopo l’inatteso richiamo in servizio attivo, i membri della squadra Sidewinder delle Forze di Ricognizione dei Marines si possono finalmente riunire ai loro cari e raccogliere i pezzi delle vite che erano stati costretti a lasciarsi alle spalle. Ty Grady torna da Zane Garrett solo per scoprire che tutto attorno a lui è cambiato… persino gli uomini con cui era andato in guerra. Ha appena il tempo di riabituarsi alla propria vita che suo fratello, Deuce, gli chiede di fargli da testimone al suo matrimonio. Ma non è la sua unica richiesta e Ty è costretto a chiamare aiuto per affrontare i problemi che il futuro suocero del fratello sembra aver attirato.

Nick O’Flaherty e Kelly Abbot accompagnano Ty e Zane al matrimonio, che si svolgerà su un’isola della Scozia, pensando di trovarsi lì solo per assecondare la paranoia di Deuce. Ma quando cominciano a spuntare i primi cadaveri e le barche iniziano ad affondare, i quattro si scoprono più coinvolti nei festeggiamenti di quanto avessero previsto.
Con il tempo che scorre veloce e il killer bloccato sull’isola insieme a loro, Ty e Zane devono attraversare un vero e proprio campo minato di amici, parenti e nemici per impedire che l’intera isola venga distrutta.
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sabato 13 maggio 2017

WATTPAD: "Come me" [MM]

Se si combina la sua timidezza e il fatto che nessuno sappia che è gay, non c'è da stupirsi che Ben non sia un maestro di pubbliche relazioni. A causa di questo, passa tutto il suo tempo ad osservare gli altri, senza mai vivere davvero la vita che in realtà sogna.
Complice una festa di compleanno e uno sguardo prolungato, Ben capirà che forse c'è qualcun altro che è propri
o come lui.

Wattpad: https://www.wattpad.com/411360049-come-me

Capitoli: 1/1

Credit image: Pexels
Fonte: Pixabay

martedì 11 aprile 2017

I LIBRI CHE AMO: "Quando tutto crolla" di Charlie Cochet [MM]

Titolo: Quando tutto crolla
Autore: Charlie Cochet
Serie: THIRDS #4
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Poliziesco, contemporaneo, paranormal
Pagine: 263
Trama: A seguito di un attacco da parte della Coalizione, il team leader dei THIRDS, Sloane Brodie, rimane seriamente ferito, e Dexter J. Daley giura che Beck Hogan pagherà per ciò che ha fatto. Ma i piani di vendetta di Dex hanno vita breve. Con Ash ancora in congedo per via delle ferite riportate, Sloane in ospedale e la Destructive Delta nel mirino della Coalizione, il tenente Sparks non vuole rischiare. La squadra di Dex viene tolta dal caso e le indagini passate a un altro team leader: Sebastian Hobbs.

Dex si rifiuta di farsi da parte mentre un’altra squadra dà la caccia a Hogan, e così decide di mettere a frutto le sue capacità di detective per trovare Hogan prima della Theta Destructive, costi quel che costi.
Con una lunga e dolorosa convalescenza davanti a sé, l’ultima cosa di cui Sloane ha bisogno è che il suo compagno se ne vada in giro a fare ricerche in città, specialmente se le sue bugie – anche se a fin di bene – iniziano a sfuggirgli di mano. Sloane conosce fin troppo bene il desiderio di vendetta, ma ci sono cose più importanti, come l’uomo che ha giurato di stagli accanto.
Quando Dex si avvierà verso un sentiero oscuro, sarà compito di Sloane mostrargli cosa c’è in gioco e dare finalmente un nome a ciò che ha nel proprio cuore.
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domenica 26 marzo 2017

RECENSIONE: "Una passione proibita" di Keira Andrews [MM]

Titolo: Una passione proibita

Autore: Keira Andrews
Serie: Gay Amish Romance #1
Editore: Triskell Edizioni, sezione Rainbow
Genere: Contemporaneo
Pagine: 253
Trama: Quando due giovani uomini Amish scoprono l’amore, rischieranno di perdere tutto?
In un mondo in cui ogni dettaglio – persino l’ampiezza della tesa del cappello – è dettato da Dio e dalle onnipotenti regole della comunità, due uomini osano immaginare una vita diversa. All’età di diciotto anni, Isaac Byler conosce poco il mondo al di fuori del rigido insediamento Amish di Zebulon, Minnesota, dove non esiste alcun rumprsinga che gli permetta di varcare i limiti di quella ristretta realtà. Isaac sa che presto dovrà ufficialmente unirsi alla chiesa e trovare una moglie, ma desidera ardentemente qualcos’altro… un qualcosa che non può nominare.
Lasciato da solo a mantenere sua madre e le sue sorelle dopo un’oscura tragedia, il carpentiere David Lantz non può più rimandare la sua aggregazione alla chiesa. Ma quando prende Isaac come apprendista, la loro attrazione cresce tra il sudore e la segatura. David condivide i suoi segreti peccaminosi, e lui e Isaac faticano a riconciliare i loro scioccanti desideri col loro impegno verso la fede, la famiglia e la comunità.
Adesso che si sono incontrati, sono disposti a perdere tutto quanto?
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Recensione
Partendo dal presupposto che io la Andrews la AMO, questo libro è l’ennesima conferma del fatto che il concetto di “delicatezza” assume un significato del tutto diverso quando è nelle mani di questa autrice.
Quella che abbiamo di fronte è una storia basata su un argomento che mi ha sempre incuriosita molto: gli Amish. Ho letto un sacco su di loro e ho visto diversi programmi televisivi che ne parlavano. Mi ha sempre affascinato il fatto che riescano a credere così fermamente in Dio e ad affidarsi completamente a Lui, rinnegando qualunque cosa superflua e vivendo solo dell’essenziale (spesso anche incorrendo in estremi come qui a Zebulon). Ma l’aspetto meno “aperto” della faccenda mi ha anche sempre fatto pensare. Reputo normale che un ragazzo, magari adolescente, sia curioso. Curioso di provare a fumarsi una sigaretta, a bere una birra, a baciare una ragazza, semplicemente fare quello che fa qualunque altro adolescente con gli amici quando crede di avere tutto il Mondo ai propri piedi. Tutte queste cose sono vietate, per la comunità Amish a Zebulon (e per molte altre realtà, aggiungerei), magari anche per tutta la vita! Non si può cedere ai propri desideri e bisogna confidare nella Preghiera per avere la forza sufficiente a sconfiggere le tentazioni e a vivere così una vita retta. Una ragazza si può corteggiare solo in maniera platonica e solo una volta sposati si può indugiare nell’aspetto più fisico del rapporto.
È un modo di vivere che gli Inglesi (come loro chiamano noialtri) definirebbero “represso”, sicuramente restrittivo.
Leggendo questo libro ho trovato conferma a un’idea che già avevo: qualora una persona Amish si senta nel posto giusto e abbia voglia di rispettare tali regole senza sentirsi soffocare, allora è giusto che viva la sua vita affidandosi a quello in cui crede, a Dio e alla Preghiera, a prescindere da quanto possa considerarlo “antiquato” qualcun altro. Ma qualora la persona si senta chiusa in gabbia, non voglia vivere quella realtà, magari ha desideri che gli Amish reputano associabili al Demonio, allora deve sentirsi libero di andarsene.
Quest’ultima possibilità, però, non esiste. Non a Zebulon, almeno. Perché se te ne vai, se abbandoni la comunità, allora sei bandito e non puoi più tornare, né avere contatti con la tua famiglia.
Come ci si può sentire di fronte a un’eventualità simile? È un po’ come essere tra l’incudine e il martello. Da una parte vuoi dartela a game. Dall’altra non vuoi dire addio alle persone a cui vuoi bene e che nel bene e nel male ti hanno reso quello che sei.



Che fosse un peccato, non aveva alcun dubbio. Ma era il più dolce che avesse mai conosciuto.

È questa la lotta interiore che affrontano i nostri protagonisti: Isaac e David.
Isaac ha vissuto l’abbandono del fratello Aaron, scappato nel cuore della notte senza salutare nessuno; evento che lo ha segnato profondamente. Isaac si è sempre sentito diverso, anche se non ha mai saputo chiaramente perché. Non lo riesce ad ammettere a causa degli insegnamenti del Vescovo e della comunità anche se in cuor suo ha sempre saputo la verità. Solo studiare falegnameria con David gli farà capire cosa sono quei sentimenti e quei desideri che sente e a dargli per la prima volta la libertà di esprimersi e venire alla luce.
David è invece pienamente consapevole di sé stesso, ma non può vivere la vita che vuole un po’ per paura, un po’ perché è l’unico maschio rimasto in casa dopo la morte del padre e deve prendersi cura della madre e delle sorelle. Ma le tentazioni sono tante e lui vi indugia spesso, desideroso di potersi sentire libero per la prima volta. Vorrebbe essere padrone della sua vita, vivere liberamente l’amore omosessuale, ma le responsabilità sembrano tenerlo legato a Zebulon come catene che spuntano direttamente dal terreno. È l’arrivo di Isaac a non rendere più tanto sicura la sua scelta. È l’amore che prova man mano verso di lui. È il desiderio pulsante di vivere ogni aspetto del loro legame, anche quello che la comunità Amish considera sodomita.
Tuttavia, la paura e le responsabilità, le cose che gli sono state insegnate sin da quando sono stati abbastanza grandi da capire, sono più soverchianti di tutto e alla fine è Isaac quello a dimostrarsi più forte, più deciso, più padrone della propria vita. È lui il primo a capire che prima di tutto bisogna essere felici nella vita, e lui a Zebulon non lo è più.
Non vedo l’ora di leggere ancora di questi due, su come andrà avanti la loro storia e sulle difficoltà che dovranno affrontare dopo la grande decisione presa; con la dolcezza e quella giusta nota di angst che la Andrews è così brava ad inserire nei suoi libri, rendendo ogni volume un piccolo gioiello.